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Abbazia di Notre-Dame di Senanque testo e foto di Riccardo Zavatta Nel cuore della Provenza, tra Aix ed Avignone, sorge una delle più belle ed importanti Abbazie cistercensi di Francia. Percorrendo una strada tutta curve che si snoda dal borgo medievale di Gordes si raggiunge una piccola valle: l'Abbazia fa da sfondo ad un ordinato campo di lavanda (purtroppo quando siamo stati a Senanque, i fiori erano stati raccolti da poco e nella foto si vedono solo le verdi piante di lavanda...). Il colpo d'occhio, durante l' abbondante fioritura, deve essere davvero suggestivo. Parcheggiata l'auto, dopo pochi passi, ci si sente subito immersi in un'atmosfera quasi irreale: ogni cosa è al suo posto, ogni dettaglio è curato all'eccesso, il silenzio regna sovrano. La fondazione dell'Abbazia risale al 1148. Il nome del luogo sembra derivi dalla parola celtica "sagn-anc" , ossia gole paludose. I cistercensi erano soliti costruire i propri monasteri in prossimità di corsi d'acqua; acqua necessaria all'irrigazione dei campi, all'igiene personale e alle attività artigiane. Già nei primi anni dopo la fondazione del primo nucleo, i possedimenti dell'Abbazia crebbero notevolmente grazie alle numerose donazioni da parte dei nobili delle zone limitrofe (addirittura i monaci avevano terre vicino a Marsiglia). Il periodo di massimo splendore per questa comunità è il XIV secolo, che coincide con il papato ad Avignone. Sembra che il "nostro" Petrarca abbia composto il "Trattato di Vita Solitaria" dopo il suo soggiorno nella silenziosa Abbazia cistercense. Durante il XVI secolo l'Abbazia fu oggetto di saccheggi: prima da parte dei contadini valdesi del Luberon che si ribellarono alle dure leggi imposte dall'Inquisizione; poi da parte degli Ugonotti che incendiarono e distrussero la cucina, il refettorio e la fontana del chiostro. Verso la fine del XVIII secolo l'Abbazia venne abbandonata dai monaci e venduta come bene nazionale. Da allora è stata abitata per brevi periodi. Finalmente, nel 1988, un gruppo di monaci, provenienti dall'Abbazia di Lerins, si stabiliscono definitivamente nell'Abbazia di Notre-Dame de Senanque dedicandosi alle attività tipiche dei cistercensi della zona: produzione di miele e coltivazione della lavanda. Una vita di preghiera, lavoro e sentimenti fraterni. Il monaco inizia la sua vita nell'ordine con un primo periodo di cinque anni in cui, oltre a formarsi, dovrà svolgere attività all'interno della comunità. Dopo questo lungo noviziato, se accettato dalla comunità, il frate si impegna a vivere secondo la rigida Regola di San Benedetto fino alla morte. San Benedetto era solito dire: "Saranno veramente monaci se vivranno del lavoro delle loro mani." . L'architettura dell'Abbazia è simile a quella delle altre "dimore" cistercensi basate sulla vecchia struttura benedettina ma con maggiore austerità. E' possibile visitare l'Abbazia accompagnati da una guida (in francese); vengono distribuiti ai visitatori degli opuscoli in varie lingue. La visita guidata inizia dal vecchio dormitorio dei monaci. Si tratta di una lunga sala lunga circa 30 metri che ricopre le sale del piano terra, del capitolo e della sala riscaldata (o scriptorium). La navata centrale è molto ampia ed è costituita da una volta a botte spezzata. Vi trovavano posto circa 30 monaci che dormivano in nicchie di cui si notano ancora oggi le tracce sulla pavimentazione. La vita del monaco è organizzata in funzione della preghiera e della liturgia. E' per questo motivo che in fondo al dormitorio si trova una porta che conduce ad una scala che conduce in Chiesa. La prima liturgia aveva luogo alle due di notte, mentre l'ultima della giornata a sera inoltrata. La visita prosegue poi nella Chiesa abbaziale ove si accede nel transetto, passando per la scala di cui sopra. Alla sinistra del visitatore si trova il grande abside incorniciato da due absidiole ( o cappellette) di stile romanico. L'abside è illuminato da tre finestre centrali: i fasci di luce provenienti da esse creano un contrasto veramente particolare all'interno della Chiesa. La cupola ottagonale della crociera del transetto (punto d'intersezione tra il transetto e la navata centrale) prende luce da una finestra sommitale. Molto particolari sono le quattro trombe che reggono la cupola permettendo il passaggio dal quadrato del transetto all'ottagono della cupola. La grande navata centrale, costruita in periodo successivo, è pervasa da austera sobrietà. L'unico elemento che attira lo sguardo è il rosone della facciata. Una particolarità è data dall'assenza di portale centrale: vi sono due porte che permettono l'accesso nelle navate laterali. Dall'abside ovest si accede nel chiostro, il cuore dell'abbazia. Esso era un luogo di preghiera, di lettura e di lavoro. Era ed è una sorta di punto di collegamento tra i locali del monastero. Il chiostro è contornato da quattro gallerie aperte sul giardino con dodici archi a tutto sesto. Entro ogni arco troviamo tre colonne gemiate con capitelli (tutti diversi) ornati da motivi vegetali. Questa armoniosa struttura ha resistito ai saccheggi che , come detto, hanno portato alla distruzione della fontana. Da qui passiamo poi alla Sala del Capitolo , ove si riuniva la comunità intorno all'Abate. Era l'unico luogo dell'Abbazia ove fosse permesso parlare. Ha infatti un'acustica perfetta, grazie alle sei crociere ogivali. La visita prosegue e si conclude con lo scriptorium . Era l'unica sala riscaldata di Senanque. E' ancora presente un grandissimo camino ove era possibile bruciare un tronco disposto verticalmente. Durante le stagioni più fredde i monaci utilizzavano questa sala come scriptorium: la luce necessaria entrava da due grandi finestre. E' una visita che consigliamo vivamente ai nostri lettori di passaggio in questa bellissima zona della Francia. Con circa un ora di tempo si ha modo di immergersi in uno dei monasteri meglio conservati e restaurati d' Europa. La stagione migliore, soprattutto per i campi di lavanda in fiore, è l'inizio del mese di Luglio.
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Abbazia (vista frontale)
Il dormitorio
Il chiostro (particolare)
Il camino nello Scriptorium |
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