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LES BAUX DE PROVENCE: la "patria" della bauxite! testo e foto di Riccardo Zavatta Sulla strada che conduce da Arles a Saint Remy de Provence, passando per Les Alpilles (le Piccole Alpi, alte solamente 380 metri ma dal profilo aspro e frastagliato che le fa sembrare appunto Alpi in miniatura), si incontra un borgo arroccato su di uno sperone roccioso: Les Baux de Provence. Inizialmente Les Baux non era una delle nostre mete. La particolarità della scenografia ci ha subito conquistato e così abbiamo deciso di fermarci e di fare una passeggiata tra le vecchie abitazioni di pietra. Un consiglio: portate con voi una "manciata" di monete per i parcometri che si trovano lungo la strada: molti turisti che hanno tentato la sorte (non pagando il dovuto...) si sono ritrovati con la multa sul parabrezza. Il borgo risale al IX secolo D.C. e per molto tempo i suoi signori ebbero un ruolo di primo piano nella vita della regione proprio grazie all'inespugnabilità del sito. La sua storia è ricca di episodi. Nel XIV secolo, il suo signore, Raimondo di Turenna, si divertiva a gettare i prigionieri dalla rupe del castello. Nel 1483, Luigi XI fece abbattere la fortezza per ristabilire l'ordine in quanto gli abitanti di Les Baux si erano ribellati dopo l'annessione del borgo alla Francia. Agli inizi del XVI secolo tornò di nuovo in auge come centro principe della riforma ugonotta ma, nel 1632, cadde di nuovo in rovina a seguito della demolizione del castello e dei bastioni ordinata dal sovrano Luigi XIII. Agli inizi del XIX secolo tornò alle cronache per la scoperta della bauxite (a cui diede il nome) sulle colline circostanti. Appena varcata la porta d'accesso (porta Mage) lo spettacolo è davvero unico. Le abitazioni sono costruite con la bella pietra locale e sembra di essere tornati indietro di quattro-cinque secoli. Tutto è molto pulito ed ordinato. La parte centrale del borgo è place Saint Vincent che prende il nome dalla Chiesa del XII secolo che vi si affaccia. La Chiesa ha subito alcuni rimaneggiamenti in epoche successive, come testimoniano la torre a lanterna e le vetrate moderne. Merita una visita il vicino Hotel des Porcelet (XVI sec.) sede del Museo Yves Brayer che custodisce molte opere del pittore francese. Al piano terra del museo è possibile visitare una bella sala con i soffitti affrescati. Proseguendo poi sulla via principale, Rue Frederic Mistral, si giunge al piccolo Museè d'Histoire, accesso all'area recintata della fortezza. La vista che si gode dall'antico "Chateau" è uno spettacolo che ripaga ampiamente il costo del biglietto. All'interno della zona recintata si incontrano le rovine dell'Hospital Quinqueron (1583) e la Chapelle Saint Blaise. Si giunge poi al monumento commemorativo del poeta Charlon Rieu, sulla punta meridionale dello sperone roccioso. Da qui la vista spazia dalle alture ricche di ulivi e viti alla Camargue, fino a raggiungere il Mediterraneo. Si sale quindi per un sentiero che conduce nella parte delle fortificazioni. La maggior parte delle stesse furono scavate direttamente nella roccia. Con una ripida scalinata si raggiunge il mastio duecentesco: la vista è superba! Terminato il tour dello Chateau des baux si torna nel borgo. Numerosi negozi per turisti vendono i prodotti tipici della Provenza: lavanda, coltelli, merletti, oggetti in ceramica, i santons (personaggi di argilla e stoffa), le petanque (bocce locali), numerosi qualità di liquori. Rispetto agli altri centri provenzali i prezzi per questo genere di articoli sono più bassi. Passando in questa zona una visita a Les Baux è davvero consigliata! Buon viaggio!
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Uno scorcio dell'abitato
La facciata della Chiesa
L'antico Chateau
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