IL VIAGGIO AMERICANO (2a Tappa): da San Francisco allo Yosemite National Park (Km 331)

testo e foto  di Gianluca D'ANDREA

Con questa tappa iniziamo a percorrere insieme il vasto territorio americano alla scoperta delle sue meraviglie naturali e dei suoi spazi infiniti. Raggiungeremo la Sierra Nevada un territorio nel quale è stato istituito il parco nazionale dello Yosemite che in lingua indiana vuol dire Terra degli orsi.

Itinerario: per uscire da San Francisco dovete prendere la n°80 direzione Oakland-Berkeley-Sacramento. Attraversato il ponte che collega San Francisco con la sponda opposta vi ritrovate nell’entroterra della Baia; quando vedete l’indicazione per la interstate Highway n° 580 uscite dalla n° 80 e prendetela. Dopo circa un’oretta di viaggio sulla n°580 trovate l’uscita per la Highway 140 direzione Merced. Ve la fate tutta fino ad arrivare a Mariposa.
Da Mariposa sono altri 45 minuti da percorrere per raggiungere il parco percorrendo la scenic route 140 fino ad arrivare al El Portal: nel nostro viaggio percorreremo spesso le scenic route, strade incredibili per la bellezza dei paesaggi che le circondano.

Durata viaggio: sono circa 4 ore da San Francisco

Dove alloggiare: abbiamo alloggiato al motel Best Western Yosemite Way Station di Mariposa (che vuol dire farfalla in lingua indiana), un piccolo paesino di poche anime che dista dall’entrata del parco circa 45 minuti di macchina.
I Best Western sono un catena di motel diffusissimi in tutti gli Stati Uniti: sono economici e più che dignitosi. Le camere sono spaziose e fornite di aria condizionata (i condizionatori sono un po’ rumorosi!); in questi motel è possibile anche consumare la prima colazione americana a base di caffè lungo, toast, burro, marmellate e merendine “sintetiche”.
L’indirizzo del motel è il seguente: P.O. BOX 4999 Highway 140 Mariposa, California 95338 tel (209) 966-7545 – fax (209) 966-6353

Cosa vedere: La storia geologica del parco inizia 500 milioni di anni fa, quando un mare basso copriva gli odierni territori della California e del Nevada. Nelle ere Paleozoica e Mesozoica, il fenomeno della subsidenza sospinse nelle profondità della terra grosse lastre di piatto oceanico che l’alta temperatura cristallizzò in rocce metamorfiche
Il granito così formatosi otto chilometri sotto la superficie, cominciò ad emergere 65 milioni di anni fa quando inizio ad innalzarsi la catena montuosa. Tale innalzamento si concluse dieci milioni di anni fa con grossi movimenti tellurici che spazzarono i massi più grossi e li spinsero verso l’alto. La temperatura si abbasso e le montagne vennero ricoperte dai ghiacciai. Diecimila anni fa i ghiacciai cominciarono a sciogliersi formando le vallate. La valle dello Yosemite è un classico esempio di vallata glaciale successivamente riempita da materiale eroso e trascinato a fondo valle. Oggi è un prato lungo fiancheggiato da pareti granitiche che arrivano ai 1500 metri d’altezza e dalle quali si gettano numerose cascate.
La vegetazione varia secondo l’altitudine e comprende 1200 specie di piante fra cui sequoie, pini sugar, abeti, cedri, betulle.
Fra gli animali oltre all’orso ci sono cervi, 75 specie di altri mammiferi, 220 di uccelli, 25 di rettili e 9 di anfibi. L’area è stata abitata dagli indiani Miwok. La zona bassa del parco fu battuta dai cacciatori di pelli, ma i sentieri alti furono scoperti dai bianchi solo nel 1851, quando il battaglione Mariposa volle inseguire gli indiani che si erano ribellati all’invasione delle loro terre da parte dei cercatori d’oro.

Valle dello Yosemite
Il parco è percorso da 325 km di sentieri e la parte più frequentata è la valle del fiume Merced nel quale in estate è possibile, per i più temerari, fare il bagno: ve lo consiglio vivamente! Ci sono infatti moltissime spiaggette appartate lungo il fiume dove potete organizzare uno splendido pic-nic e godere poi di un bagno in un’acqua limpidissima.
Da inspiration point si può ammirare tutta la vallata coi monoliti e le cascate: in particolare El Capitan, i picchi dei tre fratelli, le guglie della cattedrale e in lontananza l’Half-dome
Dallo yosemite lodge in dieci minuti si raggiunge la base dello yosemite fall, la cascata più alta del parco che scende dalla montagna con tre enormi salti.
L’attività che ha reso famoso questo parco è l’arrampicata, non è difficile infatti con un po’ di intuito e di pazienza vedere dei piccoli puntini attaccati alle pareti di El Capitan: gente che si arrampica o bivacchi aerei. El Capitan è una delle montagne simbolo dell’alpinismo moderno come l’ha definita Reinhold Messner. La parete fu vinta per la prima volta da Warren Harding nel corso dell’estate e autunno del 1958: lo spettacolare muro di granito alto 900 metri il cosiddetto nose (il naso) formato dall’incontro delle pareti sud-ovest e sud-est.
La cima fu toccata il 12 novembre dopo 45 giorni di scalata, utilizzando 125 chiodi a pressione e 675 chiodi normali; insieme a Harding salgono in vetta Merry e Whitmore.

Il guru simbolo di queste pareti rimane però Jim Bridwell, scalatore californiano conosciuto in tutto il mondo dell’alpinismo perché negli anni settanta è stato un innovatore di nuovi stili di arrampicata sul granito dello Yosemite

Camminando nei boschi è facile inoltre incontrare i cervi al pascolo come niente fosse. Non parliamo degli scoiattoli! Dei veri e propri infestanti…stanno dappertutto.

Mariposa Grove
A tre chilometri dall’entrata sud di Yosemite si trova un altro piccolo parco che dovete assolutamente visitare: il Mariposa Grove National Park. Per raggiungere il Parco dovete entrare nella valle del fiume Merced oltrepassando la Ranger Station e continuare sulla strada principale fino a raggiungere le indicazioni per Wavona e il Mariposa Grove; ci vogliono circa 50 minuti dalla Ranger station dello Yosemite percorrendo una tipica strada di montagna.
E’ una piccola foresta a 2000 metri d’altitudine dove si trovano gli organismi viventi più longevi sulla faccia della terra: le sequoie. Il parco si chiama Mariposa perché questo territorio era popolato da bellissime farfalle ormai scomparse.
Un sentiero permette di fare un giro del parco con soste per ammirare questi giganti verdi come il Grizzly giant, una sequoia di 2700 anni, alta 64 metri e con una circonferenza alla base di 29.

Per la visita di tutte e due i parchi sono sufficienti complessivamente 2-3 giorni.

Dove mangiare: il primo giorno abbiamo mangiato sia a pranzo che a cena a Mariposa da Pizza Factory, una specie di spizzico italiano: la pizza è discreta e il locale è familiare e alla mano.
Il secondo giorno abbiamo mangiato a pranzo con panini fatti da noi. Gli ingredienti li abbiamo comprati in un supermercato di Mariposa. A cena un ottimo panino con Hamburger ricco di condimenti e patatine allo Charles Street dinner (5043 Charles st. – Mariposa)

Destinazione per: la prossima tappa è dallo Yosemite National Park alla Death Valley National Park: 493 Km per un totale di circa 6-7 ore di viaggio. La Death Valley è parco nazionale dal 1996 ed è una delle zone più aride della terra: un deserto dal paesaggio spettrale che si trova al confine sud orientale della California a 210 Km da Las Vegas e dove Michelangelo Antonioni girò alcune scene magistrali di Zabriskie point con il sottofondo musicale dei Pink Floyd (n.d.r. per chi non la conoscesse la scena è quella dell’esplosione della villa nel deserto e il pezzo in sottofondo è la lisergica Carefull with that axe Eugene ).

Letture consigliate:
“Atlante stradale Stati Uniti-Canada meridionale” studio F.M.B. Bologna: indispensabile per pianificare il viaggio in macchina e non sbagliare strada.

Altri consigli importanti e informazioni utili:
- Per raggiungere la Death Valley vi conviene partire da Mariposa verso le 10:30 della mattina: in questo modo arriverete a destinazione quando le temperature sono più miti e il sole picchia di meno.
- Portatevi scarpe da trekking e un piccolo zaino per fare le escursioni nei parchi
- Se programmate la visita di diversi parchi come abbiamo fatto noi, vi conviene assolutamente acquistare all’entrata del parco nazionale Yosemite la carta dei parchi, la golden eagle pass: costa 50 dollari e vi dà diritto d’accesso senza spese aggiuntive a tutti i parchi che visiteremo con le prossime tappe. Tra le la altre cose all’ingresso dei parchi vi sono le ranger station, una sorta di piccoli caselli di legno dove venite accolti da questi “buffi” individui con il sorriso stampato in faccia (avete presente il ranger dell’orso Yogi) a cui mostrerete la golden eagle pass e in cambio loro vi daranno tutto il materiale cartaceo di cui avete bisogno per visitare il parco (cartine e opuscoli vari) e vi alzeranno la barra senza colpo ferire.


Roma, 6 Novembre 2004

 

 

 

 

 

Piantina

 

 

 

clicca per ingrandire

  El Capitan

 

 

 

 

 

  clicca per ingrandire

 Il fiume Merced e sullo sfondo l'Halfdome

 

 

 

 

clicca per ingrandire

Dei cervi al pascolo

 

 

 

 

 

 

clicca per ingrandire

Io sotto una sequoia ! ! !

 

 

 

 

 

 

VIATORIS.IT -  Tutti i diritti riservati

Sito amatoriale e non di carattere giornalistico