Villa Torlonia (Roma): una passeggiata nella storia

testo e foto  di Riccardo Zavatta

Cari lettori, in queste belle giornate che ci offre la primavera romana, un'idea per passare qualche ora all'aria aperta è andare a fare una passeggiata in una delle più belle ville storiche romane: Villa Torlonia.

Anche se purtroppo i lavori di restauro, non ancora terminati, non ci danno la possibilità di ammirare i "resti" delle fastose architetture risalenti al Settecento in tutto il loro splendore, il colpo d'occhio che ci viene offerto camminando all'interno della villa è veramente unico. Oltre ad essere presenti molti edifici (ben 13) che un tempo componevano il complesso della villa, costruita secondo i dettami dello stile Romantico, sono ancor'oggi presenti "ruderi" e vegetazione rara (possiamo ammirare grandiosi esemplari di Cedro del Libano, Pini americani, Palme Californiane, Oleandri e Querce).

La Villa fu acquistata dai principi Torlonia nel 1806. I lavori di restauro ed ampliamento furono affidati al famoso architetto Valadier. Uno dei primi edifici restaurati fu quello che ospitava le scuderie; ad esso fu aggiunta la loggia ornata con statue. Anche l'aranceto fu costruito dal Valadier per uso "agricolo" e di serra per i fiori.

In seguito anche un altro grande architetto, Giovan Battista Caretti, apportò delle modifiche alla struttura: furono costruite delle scuderie in stile neogotico, furono inserite delle "false rovine" nella zona dell'ingresso principale e fu ristrutturato il Casino dei Principi.

L'intervento di Giuseppe Jappelli portò alla creazione di un giardino all'inglese con la realizzazione di alcuni originali fabbricati come la Serra, la Capanna Svizzera ed il Campo dei Tornei.

Ai tempi di Alessandro Torlonia (seconda metà dell'Ottocento) la villa era considerata una delle più belle, tanto da competere con le ville nobiliari di più antica tradizione.

Agli inizi del '900 la Casina Svizzera fu trasformata nell'attuale Casina delle Civette. Questa costruzione sembra uscita da un libro dei fratelli Andersen ed è quella cha affascina di più i bambini che vengono a passeggiare nella Villa. Alcuni elementi decorativi ispirati alla civetta hanno dato questo nome alla stravagante costruzione. Ospita  il Museo delle vetrate artistiche: oltre alle vetrate è possibile vedere i cartoni preparatori, le bozze ed i disegni.

Dal 1925 al 1943 la Villa fu affittata alla famiglia Mussolini ed il principe Giovanni Torlonia si ritirò nella Casina delle Civette.

Dopo la guerra iniziò la lenta ed inesorabile decadenza delle strutture, causata sia da problemi legati all'eredità dei Torlonia sia all'occupazione (disastrosa per le architetture) da parte dell'esercit anglo americano.

Una passeggiata tra queste costruzioni, in parte restaurate ed in gran parte ancor'oggi lasciate in stato di abbandono, è un modo come un altro per ammirare architetture uniche, avendo la possibilità di regarlarsi un momento di relax in uno dei polmoni verdi più tipici della nostra Roma.


Roma,
29 Marzo 2003

 

 

 

 

Colonna onoraria

 

 

 

  Ingresso del Palazzo principale

 

 

 

PIANTINA DELLA VILLA

 

 

La Casina delle Civette

 

 

 

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