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ROMA: Arco di Giano e Chiesa di S.Giorgio al Velabro testo e foto di Riccardo Zavatta Questo "Speciale" è dedicato a due monumenti della capitale situati nella stessa piazza: Piazza del Velabro. Proprio in questo luogo la tradizione colloca il ritrovamento di Romolo e Remo da parte di Faustolo, E' da qui che simbolicamente ha avuto inizio la storia di Roma. Ci troviamo ai margini orientali dell'antico Foro Boario, il mercato del bestiame di Roma. Nel raggio di 200 metri ci sono altri importanti monumenti: il tempio di Vesta, il tempio della Fortuna Virile, la bocca della verità, la chiesa di S. Maria in Cosmedin... L'Arco di Giano è situato nel centro di Via del Velabro ed è costituito da quattro piloni in calcestruzzo rivestiti in marmo di recupero (ossia provenienti da edifici in disuso) che sostengono una volta a crociera con funzione di passaggio coperto. I piloni hanno alla base un altro zoccolo e al di sopra di esso sono ornati da due file di tre nicchie semicircolari con calotte a conchiglia che forse in origine ospitavano delle statue. Sulle chiavi di volta degli archi ci sono delle raffigurazioni di quattro divinità romane: Roma, Giunone, Minerva e Cerere. Non rimane nulla dell'attico originario che era costruito in mattoni e rivestito di marmo. L'arco venne edificato nel 365 d.C. in onore di Costantino il Grande ed era detto inizialmente Arco di Costantino ma poi, a causa della sua struttura a quattro facce lo fece attribuire al dio Giano. Per secoli è stato un luogo d'incontro, un centro di vita pubblica. Durante il medioevo la nobile famiglia dei Frangipane ne fece la base di una torre fortificata. Nel 1827 la torre fu demolita e, per errore, anche la parte sommitale dell'arco andò perduta per sempre. I resti dell'iscrizione dedicatoria dell'arco sono oggi conservati nel secondo monumento oggetto dello "Speciale": la Chiesa di San Giorgio al Velabro. Alcuni frammenti si trovano sotto il porticato ed altri all'interno. La Chiesa fu edificata nel VII secolo ad opera di Papa Leone II e da questi dedicata a San Sebastiano ed a San Giorgio. La testa di quest'ultimo (un'importante reliquia della cristianità) fu collocata nella chiesa da Papa Zaccaria (741-752 d.C.). La costruzione poggia su un palazzo pubblico di epoca romana e nel corso dei secoli ha subito diverse trasformazioni. Il portico fu aggiunto nel XIII secolo: un dono del priore Stefano di Stella, la cui iscrizione in caratteri gotici sulla trabeazione lo ricorda. L'affresco dell'abside, probabilmente del Cavallini, risale allo stesso periodo, così come il campanile tipicamente romanico. Nel corso del XIX e del XX secolo la chiesa ha subito molti interventi di restauro e consolidamento: 1824-25) rafforzamento delle murature del fianco sinistro, consolidamento del campanile, sistemazione della parte terminale della facciata; 1923-26) restituzione dell'aspetto medievale alla chiesa con riapertura delle finestre che davano luce alla navata centrale, rivestimento in marmo dell'abside, livellamento del pavimento che viene anche riportato alla sua altezza originale; 1963) manutenzione generale; 1990-93) rifacimento delle coperture della navata destra. Purtroppo la chiesa, collocata nel cuore simbolico di Roma, è stata vittima di un attentato nella notte tra il 27 ed il 28 luglio 1993. Un auto bomba è stata fatta esplodere davanti alla chiesa e la deflagrazione ha causato il crollo del portico e danni alla struttura muraria della chiesa. Per fortuna i precedenti restauri hanno fatto sì che i danni non fossero irreparabili. Anche il pronto intervento di squadre di esperti, sotto la direzione del Ministero dei Beni Culturali, ha permesso la "rinascita" di una delle chiese-simbolo di Roma.
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L' Arco di Giano
Un frammento dell'iscrizione dedicatoria
San Giorgio al Velabro
Interno della chiesa
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