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LA TOMBA DI CECILIA
METELLA (ROMA) una delle più belle passeggiate che Roma ci possa offrire è senza alcun dubbio quella che dalla Chiesa Domine Quo Vadis ci porta alla Tomba di Cecilia Metella, passando per le Catacombe di San Callisto (ne parleremo in seguito). Ad ogni passo troviamo tracce dell' Antica Roma. Ci vogliamo soffermare su quello che è diventato il simbolo della Via Appia: la tomba o mausoleo di Cecilia Metella. Il monumento si trova su di un'altura, al III miglio della strada consolare. La tomba era stata eretta per celebrare la morte di Cecilia, nobile romana legata a due delle più importanti famiglie della roma repubblicana. Cecilia era infatti figlia del console Quinto Cecilio Metello ed era moglie di Marco Licio Crasso, figlio del Crasso che fu uno dei primi triumviri di Roma con Cesare e Pompeo. La costruzione della tomba risale al 50 a.C. ed è costituira da un basamento quadrato su cui si poggia un corpo cilindrico di altezza pari ad 11 metri e di larghezza pari a 29,5 metri. Alla sommità del corpo cilindrico è presente un fregio a rilievo con scudi gallici, festoni e bucrani. Furono proprio questi "crani di bue" che decorano il mausoleo a dare il nome alla zona circostante detta appunto "Tenuta di Capo di Bove". Il cilindro è ricoperto da una struttura di forma conica oggi in gran parte rovinata. Le merlature furono aggiunte in seguito. Sul monumento si scorge una scritta che ricorda Cecilia: "Cecilia Q Cretici Metellae Crassi" (Cecilia Metella figlia di Quinto Metello Cretico e moglie di Crasso). E' l'unico riferimento giunto fino a noi di questa nobile romana. Il complesso funerario subì una notevole trasformazione nel 1303. La nobile famiglia Caetani acquistò la tenuta di Capo di Bove, grazie all'appoggio di un influente membro della casata: Papa Bonifacio VIII. Il mausoleo fu trasformato in castello. Il "castrum caetani" era costituito da un palazzo, addossato alla tomba di Cecilia, dalla Chiesa di San Nicola (di fronte al complesso tombale), da alcune case e dalla cinta muraria. Sono ottimamente conservate le parti perimetrali sia interne che esterne. Purtroppo sono andati distrutti sia il tetto che i solai tra il piano terreno ed il piano superiore ( si vedono solo i fori che servivano a sostenere le travi). Nel 1800, durante la campagna di scavo di Luigi Canina, furono realizzate delle quinte in muratura nel muro di cinta dove furono inglobati i reperti provenienti da altri monumenti dell' Appia Antica. Altri interessanti reperti sono visibili all'interno del Mausoleo (orario del Museo: lun. - sab. dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 17 ; per informazioni: tel. 06.39967700 ). E' un monumento unico sia per forma che per storia. Le trasformazioni che ha subito ne hanno fatto un'attrazione irresistibile per poeti e pittori, soprattutto durante il XVIII ed il XIX secolo. E' una visita che consigliamo caldamente, anche perchè potrebbe essere anche il punto di partenza per una passeggiata nel cuore dell'Appia Antica, ricca di altre interessanti tombe romane.
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La Tomba di Cecilia Metella (torrione del castello Caetani)
Interno del castello
Urne cinerarie all'interno della struttura
Fregi esterni
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