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L'OBELISCO
LATERANENSE (II Parte)
di
Gianni D'ANDREA
Un
globo di bronzo dorato coronava la sommità dell’obelisco. Colpito
e abbattuto da un fulmine, il globo fu sostituito da un puntale di analogo
materiale in forma di torcia ardente, che sotto i raggi del sole brillava
come vera fiamma.
Si ignora quando e perché esso sia crollato, se per cause naturali
o ad opera dei barbari in una delle successive invasioni. Si potrebbe,
in tal caso, pensare alle devastazioni dei Goti di Totila che nel 546,
tra gli altri scempi perpetrati a danno della città conquistata
per fame dopo un lungo assedio, abbatterono anche quasi un terzo delle
mura aureliane.
Fatto è che notizie dell’obelisco, con un altro salto cronologico
di circa dodici secoli, riappaiono verso la metà del XVI secolo,
quando per iniziativa e insistenza di Michele Mercati presso Sisto V (1585-1590)
si diede avvio alla campagna di ricerca sotto l’acqua stagnante ed il
fango della palude cui era ridotto per abbandono il circo Massimo. Michele
Mercati (1541-1593), insigne medico e naturalista, ma anche appassionato
archeologo (nel 1589 pubblicherà l’opera Degli obelischi di Roma)
aveva convinto il pontefice dell’esistenza di due obelischi nell’antico
circo. I sondaggi furono effettuati con uno speciale arnese montato su
una zattera, un lungo palo di ferro terminante in una specie di enorme
cruna d’ago. A vari metri di profondità dal pelo dell’acqua e immersi
nel limo furono rinvenuti tre tronconi, oltre a numerosi frammenti minori.
Ci volle più di un anno tra il recupero, il trasporto in salita
sul colle Laterano, la ricomposizione e l’innalzamento. Ma finalmente,
dopo l’ammirevole restauro di mastro Matteo di Castello, collaboratore
di Domenico Fontana che diresse i lavori, con la consulenza del Mercati
per la parte epigrafica, il 10 agosto 1588, dopo l’imposizione della croce
sulla cuspide, fu consacrato da Sisto V (Il Fontana aveva, quell’anno
stesso, terminati i lavori di costruzione del palazzo lateranense, opera
di ben più arduo impegno, tuttavia ci tenne a legare il suo nome
anche all’obelisco. Infatti, sul lato orientale del basamento in travertino
si legge la sua firma: EQVES DOMIN(I)CVS FONTANA / ARCHITECT(VS) EREXIT.
È da ricordare che Domenico Fontana aveva ottenuto la croce di
cavaliere proprio per l’ardua impresa dell’obelisco vaticano).
L’operazione, come molti altri interventi urbanistici di Sisto V, di cui
si è già detto, non fu indolore: per dare spazio e massima
visibilità al monumento sparirono molte case medievali e perfino
un antichissimo edificio denominato “venerabile patriarchio lateranense”.
Ma vediamo ora le quattro epigrafi poste ai lati del basamento, che ricordano
e celebrano i capitoli principali della storia del monumento nella cristianità.
1.
FL(AVIVS) CONSTANTINVS / MAXIMVS AVG(VSTVS) / CHRISTIANAE FIDEI / VINDEX
ET ASSERTOR / OBELISCVM / AB AEGYPTIO REGE / IMPVRO VOTO / SOLI DEDICATVM
/ SEDIBVS AVVLSVM SVIS / PER NILVM TRANSFERRI / ALEXANDRIAM IVSSIT / VT
NOVAM ROMAM / AB SE TVNC CONDITAM / EO DECORARET / MONVMENTO
Flavio Costantino Massimo Augusto, protettore e difensore della Fede,
ordinò che l’obelisco dedicato con sacrilego voto al Sole dal re
egizio, tolto via dalla sua sede, fosse trasportato per mezzo del Nilo
ad Alessandria, affinché la Nuova Roma da lui allora fondata fosse
decorata con quel monumento.
2.
CONSTANTINVS / PER CRVCEM / VICTOR / A S(ANCTO) SILVESTRO HIC / BAPTIZATVS
/ CRVCIS GLORIAM / PROPAGAVIT
Costantino, vincitore per mezzo della Croce, qui battezzato da san
Silvestro*, diffuse la gloria della Croce.
* (Papa Silvestro I (314-335), santo, cui si deve la prima costruzione
della basilica di S. Giovanni in Laterano, a cinque navate, chiesa cattedrale
e chiesa madre di Roma. Come è noto, il Battistero di Costantino
è sulla stessa piazza dell’obelisco.)
3.
FL(AVIVS) CONSTANTIVS AVG(VSTVS) / CONSTANTINI AVG(USTI) F(ILIVS) / OBELISCVM
A PATRE / LOCO SVO MOTVM / DIVQ(VE) ALEXANDRIAE / IACENTEM / TRECENTORVM
REMIGVM / IMPOSITVM NAVI / MIRANDAE VASTITATIS / PER MARE TIBERIMQ(VE)
/ MAGNIS MOLIBVS / ROMAM CONVECTVM / IN CIRCO MAX(IMO) / PONENDVM / S(ENATVI)
P(OPVLO)Q(VE) R(OMANO) D(ONO) D(EDIT)
Flavio Costanzo Augusto, figlio di Costantino Augusto, l’obelisco
rimosso dalla sua collocazione dal padre suo e giacente a lungo ad Alessandria,
imbarcato su una nave di mirabile ampiezza con trecento rematori, trasportato
a Roma con grandi fatiche attraverso il mare e il Tevere per essere collocato
nel circo Massimo, diede in dono al Senato e al Popolo Romano.
4.
SIXTVS V PONT(IFEX) MAX(IMVS) / OBELISCVM HVNC / SPECIE EXIMIA / TEMPORVM
CALAMITATE / FRACTVM CIRCI MAX(IMI) / RVINIS HVMO LIMOQ(VE) / ALTE DEMERSVM
MVLTA / IMPENSA EXTRAXIT / HVNC IN LOCVM MAGNO / LABORE TRANSTVLIT / FORMAEQ(VE)
PRISTINAE / ACCVRATE RESTITVTVM / CRVCI INVICTISSIMAE / DICAVIT / A(NNO)
MDLXXXVIII - PONT(IFICATVS) IIII
Sisto V, Pontefice Massimo, questo obelisco di esimia bellezza, spezzato
per le ingiurie del tempo, nelle rovine del circo Massimo sepolto profondamente
nel terreno e nel fango, riportò alla luce con molta spesa e trasportò
in questo luogo con grandi difficoltà, e accuratamente restaurato
nella forma originaria dedicò alla Croce invittissima nell’anno
1588, quarto del suo pontificato.
Roma, 28 Giugno 2005
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L'obelisco lateranense

Il basamento

Geroglifici alla base
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