|
||||||
|
IL MELOGRANO di Eleonora FERRETTI Il
Melograno, Punica granatum, è un alberello caratteristico
delle nostre campagne, un arbusto che non supera i tre metri d’altezza,
con radici nodose e fusto eretto. Le foglie sono opposte e caduche, i
rami portano fiori terminali a calice, che si presentano solitari o raccolti
a mazzetto. Il melograno fiorisce durante la stagione estiva regalando,
in autunno, grandi bacche coriacee, grosse quanto un’arancia, coronate
dai resti del calice. Le bacche al loro interno sono divise in loculi
rivestiti da una membrana giallastra che custodisce gelosamente innumerevoli
semi, grani rossastri con succulenta polpa e disposti in modo ordinato.
I rami, così carichi, si piegano dando un aspetto “piangente” all’arbusto.
"punicum" = Cartaginese Prima ancora dei Romani e dei Greci lo conoscevano i Babilonesi, gli Egiziani ed i Fenici, che lo coltivavano nei loro giardini. Arbusto spontaneo dei territori dell’attuale Afghanistan, entrò nel bacino del Mar Mediterraneo passando per l’Asia Minore. In Europa furono gli Arabi nel ‘700 ad importarlo e coltivarlo in modo intensivo nel Sud della Spagna, come testimonia il nome della provincia di Granada.
I popoli e le civiltà che furono toccate da questo passaggio naturalizzarono
il melograno tanto da lasciare un’impronta così profonda da essere
giunta fino ai giorni nostri. In primo luogo, un’impronta come frutto
simbolo di fertilità, testimoniata da storie, leggende e tradizioni
di popoli ammaliati dall’opulenza dei suoi frutti. Sono tante le storie
che la vedono protagonista: in India, si riteneva che il succo di melagrana
avesse la capacità di curare la sterilità; in Turchia le
donne predicevano il numero di figli che avrebbero messo al mondo contando
i semi che si staccavano dal lancio in terra del frutto; in Grecia non
poteva che essere sacro a Era, dea della famiglia, e a Venere, dea dell’amore;
a Roma le spose avevano rametti di melograno tra i capelli come buon auspicio
per i frutti attesi... Oggi il melograno “...dai bei vermigli fior...” (Carducci) è ben considerato tra le piante ornamentali per giardini e terrazzi. Chi desidera coltivarne uno o più esemplari non avrà che l’imbarazzo della scelta. Consideriamo innanzi tutto che esistono melograni da fiori e melograni da frutto. I primi, che non fruttificano, vengono coltivati per la loro bella fioritura. I secondi, a mio avviso, hanno quattro buoni motivi per meritarsi un posto in giardino, uno per ogni stagione: in primavera hanno una bella chioma verde brillante; in estate fioriscono quando gli alberi da fiore scarseggiano; in autunno colorano le grigie giornate con i colori caldi dei frutti; nei freddi inverni sono alberi contorti e nodosi gradevoli da vedere spogli. Per finire, in verità, c’è un altro buon motivo per sceglierlo: sono piante poco soggette alle malattie e facili da coltivare.
La scelta tra le cultivar che più ci piacciono converrebbe farla
partendo dalla dimensione dei frutti. Si definiscono melagrane “medie”
quando hanno un diametro compreso tra i 4 e i 6 centimetri, “medio – grande”
quando il diametro è tra i 7 e i 9 centimetri, “grande” se di 10
centimetri e “molto grande” quando il diametro raggiunge i 10 – 12 centimetri.
Scegliere una cultivar per la differenza di colore dei frutti o per il
gusto dei grani è molto più complicato visto che quasi tutte
le varietà danno frutti di color giallo – arancio con sfumature
rosse; i grani sono tutti succosi e zuccherini, e si differenziano solo
per la durezza del nocciolo. Possiamo altrimenti ricercare la pianta che
vogliamo facendo una scelta di taglia. Il melograno, se non potato, raggiunge
un’altezza e un diametro di circa 3 metri presentandosi come un cespuglio
(il Dente di Cavallo). Ma ci sono piante selezionate che non superano
i due metri e altre nane, validissime per essere coltivate per ornamento
in vasi e vaschette. Una volta scelta la pianta, mantenerla sana e bella
sarà molto semplice. Le forme di allevamento che si possono avere
sono: libera, ad alberello o a ventaglio. Se volete coltivarlo ad albero
bisogna scegliere una specie poco pollonifera come l’Agra Maltese adatta
a questo tipo di forma. Indipendentemente dal tipo di allevamento che
si sceglie, consiglio di mantenere il piede della vostra pianta sempre
pulito dai polloni, che le tolgono vigoria: la pianta manterrà
un aspetto sicuramente più ordinato e facile da potare una volta
raccolti i frutti.Quindi procedete alla potatura dei rami che nell’anno
hanno dato frutti e spuntate quelli sterili. Alla fine dell’inverno praticate
un’abbondate concimazione organica; proseguite con concimazioni liquide
ricche di potassio durante la primavera e l’estate, stando attenti a non
esagerare nei periodi più caldi. Il terreno deve essere ben drenato;
le piante in vaso avranno bisogno di terricci sempre freschi, mentre gli
esemplari coltivati in piena terra sopporteranno bene brevi periodi di
siccità.
Roma, 31 Ottobre 2005 |
| |||||
|
VIATORIS.IT - Tutti i diritti riservati Sito ufficiale dell' Associazione Culturale VIATORIS - Viaggi e Natura |
| |||||