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LA GARDENIA
di Eleonora Ferretti
“...Ha
un cilindro per cappello
due diamanti per gemelli
un bastone di cristallo
la gardenia nell’occhiello...”
È
a partire da questa strofa tratta da “Vecchio frac” di
Domenico Modugno che desidero oggi parlare del fiore
simbolo della Belle Époque, la Gardenia.
Fiore con arbusto sempreverde, cespuglioso, ramoso sin dalla base, che
in natura non supera i 3 metri d’altezza, ha foglie color verde lucente
e fiori bianchi profumatissimi.
Fa parte della famiglia delle Rubiacee, di cui vi sono
più di 250 specie. Il suo nome gli venne dato in onore del naturalista
del Settecento Alexander Garden.
Introdotta in Europa dalle Indie Orientali nella seconda metà del
1700, si fece subito apprezzare per i suoi fiori recisi.
Bianchi, profumati, carnosi, delicati e cosi tanto fugaci, questi fiori
vennero usati per tutto l’Ottocento da dame e nobiluomini per decorare
abiti e accessori da usare negli incontri in società.
Con l’arrivo del Ventesimo secolo la Gardenia si affermò come simbolo
di eleganza e raffinata ricercatezza per numerosissimi gentiluomini, che
ne fecero il loro corsage preferito. Raggiunse l’apice del suo successo
negli anni Trenta, apprezzata da scrittori ed intellettuali, tra cui Gabriele
D’Annunzio; nel ‘25 Coco Chanel ne trasformò
le sensuali fragranze in un profumo indimenticabile: “Gardèna”.
Supera anche le ombre della Seconda guerra mondiale affascinando gli ufficiali
tedeschi, per imporsi poi negli anni Cinquanta come il fiore più
regalato. Le signore più fortunate si vedevano recapitare come
omaggio floreale la “scatola di gardenie”. Si usavano scatole trasparenti,
avvolte in carta velina, che i fiorai riempivano totalmente con questi
fuori. Le attrici si esibivano sfoggiando boccioli di gardenie tra le
folte capigliature, i pittori ne immortalavano la bianca cerosità
dei petali in celebri tele, mentre il cantante Nat King Cole,
nel ’54, interpretava la struggente “Blue Gardenia”.
Ed eccola attraversare il secolo come musa ispiratrice per orafi e decoratori;
cambiando insieme alle mode, senza mai perdere la sua natura di fiore
raffinato, troviamo la gardenia ora in bouquet, ora in composizioni floreali
e anche, continuando a far parlare di sé, in creazioni ornamentali
all’insegna dell’originalità.
Oggi entra nelle nostre case come pianta d’appartamento, sicuramente una
tra le più esigenti in quanto a cure, ma indubbiamente dotata di
gran classe.
Per
chi tra voi vorrà cimentarsi nella coltivazione di una gardenia
ecco qualche consiglio.
Per non iniziare con il piede sbagliato, diffidate nel comprare piante
in fiore in pieno inverno, visto che la gardenia fiorisce da giugno a
settembre. Tenete conto che è una pianta acidofila, resiste al
freddo, e ama la luce ed il clima mite.
Detto questo, recatevi, verso la fine dell’inverno, in un garden qualificato,
e con pazienza esaminate le piante nello scaffale che avrete di fronte,
scegliendo solo quella che presenterà: boccioli ben chiusi, turgidi
e di color verde acceso come le foglie, che dovranno essere prive di sospette
macchie marroni e/o gialle. Fatta la scelta, portate la pianta a casa
dedicandole un posto luminoso ma non soleggiato, lontano da correnti d’aria
e caloriferi.
Le prime tre settimane saranno necessarie alla pianta per ambientarsi.
Irrigatela con acqua decalcificata, stando attenti ai dannosi ristagni
d’acqua nell’eventuale portavaso e/o sottovaso. Il terreno, che non dovrà
risultare fradicio, dovrà però rimanere sempre umido.
Passate le settimane dell’ambientazione, ci troveremo a ridosso della
primavera. Il vaso della gardenia sarà diventato troppo piccolo,
non idoneo ad affrontare le esigenze che la pianta avrà durante
la nuova stagione. Stando attenti a non danneggiare il pane di terra e
le radici, effettuate il rinvaso in un vaso di massimo due misure più
grande di quello di partenza e utilizzate solo terriccio per acidofile
con una parte di argilla espansa, indispensabile per drenare bene il terreno.
Aspettate poi pazientemente la fioritura che arriverà con i primi
caldi della stagione estiva. Catturatene a pieno l’incantevole spettacolo
dei delicati fiori bianchi, doppi, semidoppi o semplici, che si apriranno
sul folto fogliame per appassire in poco più di tre giorni, lasciando
il posto ad altri boccioli che si susseguiranno fino a settembre lasciando
dietro di essi l’avvolgente scia del caratteristico profumo.
Affrontate la seconda metà della primavera e l’estate somministrando
concime specifico per acidofile, ogni 15 giorni fino all’arrivo della
stagione invernale. Durante le calde giornate estive nebulizzate la pianta
con acqua decalcificata durante le prime ore del mattino. Questa tecnica
andrà effettuata solo quando non ci saranno fiori aperti. Durante
l’inverno sospendete le concimazioni, aggiungendo del ferro all’acqua
delle irrigazioni.
Per chi abita nelle zone costiere e centro meridionali della nostra penisola,
ottimi saranno i risultati collocando la pianta all’esterno, in vasi o
in piena terra, stando attenti a proteggerla con un telo di tessuto nel
caso di lunghi periodi di freddo e grandinate.
Buon lavoro a tutti.
Roma, 14 Marzo 2005
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Un' infiorescenza
Fiori con bocciolo

Fiore di gardenia

Boccioli
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