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Cosa avrà spinto Ang Lee a cimentarsi nel genere fumettistico ?
Come mai il regista di Taiwan, in passato apprezzato per film come "Ragione
e Sentimento", "La Tigre e il Dragone" e
soprattutto l'ambiguo "Tempesta di ghiaccio" , si è
imbarcato in quest'avventura ?
Qualunque sia la risposta, il risultato che è scaturito dal suo lavoro
non è certo apprezzabile.
La trasposizione cinematografica dell' "uomo verde" della
Marvel Comics non si avvicina neanche lontanamente all'analoga
operazione effettuata la scorsa stagione per Spiderman, anche perché
probabilmente il personaggio di Hulk risulta più difficile da
tratteggiare e assimilare. Tanto Spiderman appare,infatti, come
miracolato dal morso del ragno che l'ha reso invincibile a adorato dalle
donne, quanto Hulk risulta sventurato nella sua trasformazione, incapace
di contenere la propria ira, più vicino ad un mostro che ad un
supereroe.
Comunque il film riesce nell'impresa di scontentare tutti, grandi e
piccini.
Risente infatti di una sceneggiatura poco credibile che lascia ampi
dubbi nel pubblico adulto e annoia, soprattutto nell'ampollosa fase
iniziale, il pubblico più giovane.
Di sicuro effetto, al contrario, gli effetti speciali, ma, come sappiamo
da tempo, ormai Hollywood è capace, coi suoi geni del computer, di farci
apparire reali scene fino a poco tempo fa impensabili.
Sfido chiunque però, a non ritrovare, nel supereroe della Marvel, le
fattezze del buon orco Shrek…
Gli attori fanno del loro meglio per cimentarsi nel fumettone, ma forse
anche a causa dei personaggi che devono interpretare, c'è chi appare
troppo scialbo (Eric Bana e Jennifer Connelly) , chi
troppo caricato (l'eterno Nick Nolte).
Nel complesso, un'opera destinata a non essere ricordata; anche se, come
capita troppo spesso ultimamente, il finale del film lascia spazio ad un
inevitabile sequel…..
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